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Un pizzaiolo casertano aveva intestato un hotel a Rimini: indagato insieme ad altre 20 persone

01 / 10 / 2013

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Redazione

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C'era anche la gestione di un hotel di Miramare di Rimini tra gli affari sporchi conclusi dal gruppo che faceva capo a Massimiliano Romaniello, 39 anni napoletano, e Giuseppe Ripoli, 35, di Policoro, nel Materano, arrestati insieme con altre 18 persone, il 29 aprile scorso nell'ambito dell'operazione denominata 'Mirror' dal nucleo investigativo dei carabinieri di Rimini. Lunedi' i carabinieri hanno notificato a Romaniello e Ripoli, e ad altri 12 soggetti a vario titolo coinvolti negli affari riminesi del gruppo, le conclusioni delle indagini della Procura antimafia di Bologna per associazione per delinquere finalizzata all'estorsione. La principale attivita' del gruppo - hanno dimostrato le indagini durate poco meno di tre anni - era quella di impossessarsi di attivita' economiche in Riviera. In particolare e' emerso che proprio all'inizio di aprile, il gruppo era riuscito attraverso un prestanome a rilevare la gestione di un hotel di Miramare. Il prestanome, A. F., pizzaiolo casertano di 51 anni residente a Rimini, e' ora indagato a piede libero per intestazione fittizia dell'hotel riconducibile per la quota maggioritaria a Romaniello e Ripoli. Tra gli indagati a piede libero figura anche un 51enne di San Benedetto del Tronto, P.L., residente a Savignano sul Rubicone, che si sarebbe prestato ad una truffa, da 70.000 euro, perpetrata da Mario e Simone Cavaliere, padre e figlio romani entrambi arrestati ad aprile, ai danni di un commerciante di Livorno, rivenditore di pavimento in legno. A tutt'oggi sono 8 le persone in carcere per associazione per delinquere in seguito all'operazione 'Mirror' che ad aprile aveva portato anche al sequestro di due night club, 'La Perla' di Riccione e il 'Lady Godiva' di Rimini.
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