Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

Gioielleri ed usurai a Maddaloni, prestiti con tassi annuali del 400%. La vittima denuncia: scattano 8 arresti. Ecco nomi e foto

09 / 01 / 2013

|

Giuseppe Perrotta

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


Otto persone sono state arrestate nell'ambito dell'operazione "Dea Bendata" dai carabinieri del Nor - Aliquota Operativa della compagnia Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere - coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Gli arrestati sono accusati di usura ed estorsione. Nell'ambito dell'attivita' investigativa e' emerso che un gruppo di persone praticava usura nei confronti di una donna, titolare di una ricevitoria del lotto di Maddaloni, arrivando a richiedere alla vittima fino a 400 euro al giorno per i soli interessi sulle somme prestate. E' in corso anche l'esecuzione di decreti di sequestro finalizzati al recupero del denaro illecitamente percepito dagli usurai. In manette sono finiti otto cittadini di Maddaloni ed in particolare: Michele Cioffi, Tommaso Giglio,  Luigi Marciano, Lorenzo Vinciguerra, Costanza Orso, Giuseppe Fedele, Francesco Carfora, Gaetano Galbiati. L’indagine penale trae origine  dalla denuncia sporta il 2 ottobre 2012 da Stefania Loredana Palmieri, titolare di una ricevitoria di Maddaloni, la quale rappresentava dì essere sottoposta ad usura ad opera di alcuni commercianti della zona. La donna si presentava presso gli  uffici della c ompagnia di Santa Maria Capua Vetere accompagnata da Pietro Russo, responsabile provinciale dell'associazione Antiracket , esternando i suoi timori a recarsi al Commissariato di zona ove prestava servizio il fratello di uno dei protagonisti della vicenda che si apprestava a denunciare. Le indagini hanno dimostrato che la commerciante, per far fronte ad una crisi di liquidità insorta nella metà dell'anno 2011, era stata costretta a richiedere un iniziale prestito a Giuseppe Fedele, commerciante, il quale si offriva di anticipare a titolo oneroso l'ammontare delle vincite superiori all'importo di 2.200 euro, fino al quale è consentila la riscossione presso la ricevitoria. La prima elargizione ammontava a 3.000 euro con pagamento di interessi pari a 300 euro con cadenza settimanale. Il prestito progressivamente raggiungeva l'importo complessivo di 42.500 euro circa per il capitale, con corresponsione di 23.000 euro a titolo di interessi nell'arco di soli sei mesi durante i quali la vittima  versava all'usuraio la somma complessiva di circa 65.000 euro. L’impossibilità di far fronte alle successive restituzioni induceva la donna a a far ricorso ad ulteriori rapporti di prestito. Di fronte alla necessità inevitabile di corrispondere rate in restituzione maggiorate nell'arco di un solo semestre di interessi elevati (superiori al 100% rispetto al capitale)- contratti con la ricezione del primo prestito, si va ad innescare un meccanismo a catena che coinvolgeva distinti ''creditori-usurai”, poi identificali in Lorenzo Vingiguerra, commerciante; Luigi Marciano, nullafacente; Tommaso Giglio e Costanza Orso, titolari di una gioielleria in centro; Michele Cioffi, pensionato. L’importo complessivo ricevuto in prestito dalla Palmieri ammonta a 100mila euro circa mentre la somma restituita in soli sei mesi risulta pari al doppio dell’importo, con un interesse usuraio superiore al 400% annuo. L’impossibilità di far fronte a tutti i debiti crescenti, inducevano la donna a vendere i locali della ricevitoria e la relativa concessione. 
usura arresti estorsione Santa Maria Capua Vetere Santa Maria Capua Vetere Carabinieri
© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.