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VERSO LE POLITICHE | 'TRUFFA' PD, Graziano non e' capolista. Rischia di non essere eletto

28 / 01 / 2018

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Antonio Bruno

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La notte che trasforma il Pd. Anzi, la notte del Pd. Alle cinque di mattina Andrea Orlando è distrutto. Chiede, con voce tesa: "Si possono almeno avere le fotocopie delle liste? Fateci almeno sapere dove ci avete messo. Un'ora di tempo e riprendiamo". Emanuele Fiano ha l'incarico di rispondere che non c'è tempo.

Poco dopo inizia la direzione, sette ore dopo la prima convocazione. E dalla presidenza, per la prima volta nella storia, le liste vengono solo lette. Un lungo eletto di sommersi e salvati. Uomini di governo, gente con una lunga storia alle spalle, anche di provata lealtà apprendono solo a quel punto il proprio destino. Senza un colloquio, un sms, un contatto col Capo. Al termine del lungo elenco, nero su bianco non resta nulla, alimentando nelle ore successive il sospetto di aggiustamenti, limature, ulteriori sostituzioni nonostante il passaggio ufficiale.

Ed è quello che è accaduto al Consigliere Regionale Stefano Graziano, che non sarà più capolista al Senato, ma ci sarà Roberta Pinotti, ministro uscente della Difesa.

Su Facebook lo stesso Graziano aveva annunciato il suo primo posto al Senato: "Sono capolista @pdnetwork al Senato (collegio Av-Bn-Ce). Provo un po’ di orgoglio ma anche tanta emozione perché questa candidatura arriva dopo anni difficili, durante i quali ho avuto la conferma che bisogna sempre credere nella giustizia. Ringrazio @MatteoRenzi per opportunità"

Il Ministro Pinotti è candidata sul collegio uninominale senatoriale di Genova considerato non sicuro per il centrosinistra e su tre collegi plurinominale senatori: Toscana 1 che comprende le Province di Firenze, Prato e Lucca; Piemonte 2 che comprende le Province di Novara, Vercelli, Alessandria e Cuneo; Campania 1 che comprende le Province di Caserta, Benevento e Avellino.

La legge prevede che un candidato possa presentarsi in un collegio uninominale e in più collegi plurinominali, fino a un massimo di cinque. In caso di elezione in più collegi però scompare la libertà di scelta dell'eletto: se eletto con l'uninominale e con il proporzionale, 'vincerà' il seggio uninominale; se eletto in più di un collegio plurinominale, gli sarà assegnato il seggio corrispondente al collegio in cui la lista ha preso una percentuale minore di voti. 

Quindi Graziano per essere eletto deve sperare che il Ministro Pinotti vinca il collegio uninominale o altrimenti entrerà nel vortice dei resti che potrebbe giocare brutti scherzi visto che le proiezioni per i 3 collegi plurinominali senatoriali sono di 4-5 eletti per il Pd. 

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