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Sequestrate e violentate, Cioffi dal gip dopo Capodanno. Si valuta la posizione di 2 amici

31 / 12 / 2016

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Redazione

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E’ fissato per lunedì mattina 2 gennaio l’interrogatorio di garanzia a carico di Vincenzo Cioffi, il ragazzo di 23 anni di Santa Maria Capua Vetere accusato di aver sequestrato nella sua casa e violentato sessualmente due ragazzine straniere. Cioffi finito in manette all’alba di venerdì in seguito alle indagini portate avanti dai carabinieri che sono partite dalla denunce delle due vittime. In particolare, le indagini hanno consentito di scoprire il modus operandi di Vincenzo Cioffi: dopo essersi guadagnato la fiducia delle vittime, le ospitava nella propria casa, per poi segregarle e, in una sorta di progressione criminosa, aggredirle fìsicamente e abusare sessualmente di una di loro. La prima vittima, dopo un breve periodo di convivenza con il 23enne, è stata aggredita dal ragazzo praticamente ogni giorno e costretta a vivere segregata in casa, sebbene in quel periodo fosse incinta. La vittima non poteva avere contatti con i propri familiari, né sottoporsi alle visite ginecologiche di controllo, tanto da arrivare al parto in condizioni sanitarie pessime (la segnalazione era giunta in Procura proprio dall’ospedale dove la ragazza ha partorito, senza che Cioffi fosse presente). A seguito di un'accesa discussione, il giovane aveva procurato gravi lesioni al volto ed al petto della sua vittima. Solo grazie alla momentanea assenza del proprio aguzzino, la donna era riuscita finalmente a scappare, rifugiandosi dai propri parenti. La seconda vittima, di nazionalità rumena e minorenne, dopo aver convissuto con Vincenzo Cioffi, è stata prima segregata in una delle stanze della sua abitazione poi, dietro minaccia di un coltello e percosse, subendo persino bruciature di sigarette sul proprio corpo, è stata più volte costretta a compiere e subire atti sessuali. Pur di raggiungere il proprio scopo e per evitare che la minore potesse scappare, Cioffi ha praticato un vero e proprio sequestro di persona, sbarrando con travi di legno e chiodi l'unica finestra presente nella stanza e provvedendo a chiudere la porta con un lucchetto, ogni volta che usciva di casa. Come nel caso della prima vittima, la giovane ragazza è riuscita a liberarsi grazie alla distrazione di Cioffi che, in un'occasione, aveva dimenticato di chiudere il lucchetto della porta. La minore ha riportato lesioni gravissime. Al vaglio degli inquirenti ci sono poi anche le posizioni di due amici di Cioffi sui quali sono in atto riscontri da parte dell’autorità giudiziaria. Uno dei due, stando al racconto di una delle vittime, avrebbe aiutato Cioffi a tenerla segregata in casa.

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